05.07.2016

Nel 2015, la produzione italiana di beni strumentali ha superato i 38 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente.

Nel 2015, la produzione italiana di beni strumentali ha superato i 38 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato sia dalla positiva performance delle esportazioni sia dal buon andamento delle consegne sul mercato interno, premiate dalla ripresa della domanda di beni di investimento.

Questo è quanto emerge dai dati di consuntivo che sono stati presentati questo pomeriggio da Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE, in occasione dell’annuale assemblea della federazione delle imprese costruttrici di beni strumentali, che ha ospitato l’incontro con il presidente di CONFINDUSTRIA Vicenzo Boccia, incentrato sull’evoluzione “Dalla meccatronica alla smart manufacturing”.

In particolare, secondo i dati elaborati dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, la produzione è cresciuta, del 4,6%, a 38,4 miliardi di euro, allungando il trend positivo registrato a partire dallo scorso anno dalla federazione che aggrega 13 associazioni di categoria in rappresentanza di tutti i principali settori del bene strumentale.

Dalle macchine per la lavorazione della ceramica, del marmo e del legno a quelle per la grafica e la cartotecnica, dalle macchine per il packaging, per la lavorazione del vetro e della plastica a quelle per l’industria tessile e calzaturiera, dai sistemi di trasmissione e potenza a quelli oleoidraulico e pneumatico, dalle macchine per fonderia alle macchine utensili per la lavorazione dei metalli.

Nel confronto con il 2014, 11 dei 13 settori di FEDERMACCHINE hanno visto crescere il proprio fatturato. I restanti 2 hanno registrato una sostanziale stabilità del valore della loro produzione.

La conferma della ripresa del consumo domestico, cresciuto dell’8,3% a 18,8 miliardi, ha favorito sia le consegne dei costruttori sul mercato domestico che hanno registrato un incremento, del 4,9%, a 11,1 miliardi, sia le importazioni cresciute, del 13,7%, a 7,7 miliardi. Nonostante ciò, il dato di import su consumo resta ancora basso, fermandosi al 41%.

Il nuovo incremento registrato dall’export, cresciuto del 4,5% rispetto all’anno scorso, ha permesso all’industria di settore di segnare un nuovo record in fatto di vendite oltreconfine, risultate pari a 27,3 miliardi.

Stazionario il rapporto export su produzione che è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, attorno al 71%.

Principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Germania (2,8 miliardi di euro, -0,7%), Stati Uniti (2,7 miliardi di euro, +15,3%), Cina (1,8 miliardi, -6,9%), Francia (1,7 miliardi, +3,9%).

Il saldo complessivo dei settori che fanno capo a FEDERMACCHINE, è stato positivo per 19,6 miliardi di euro (+1,3% rispetto all’anno precedente). Si tratta del sesto anno consecutivo di crescita, dopo il crollo del 2009, e il valore rappresenta il nuovo record assoluto.

Nel 2015, il saldo della bilancia commerciale del paese è risultato in attivo per 45,8 miliardi di euro. Dei tre comparti attivi (Abbigliamento & Arredamento, Meccanica, altri manufatti) il settore delle macchine e apparecchi meccanici, nel quale è compreso tutto il comparto del bene strumentale rappresentato da FEDERMACCHINE, è quello che ha fornito di gran lunga il contributo maggiore (49,8 miliardi di euro), alla bilancia del paese.

“Dopo anni di difficoltà – ha affermato Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE – finalmente l’industria italiana della meccanica strumentale ha imboccato la strada della ripresa proseguendo con il trend positivo registrato a partire dallo scorso anno. Ciò che appare più confortante è poi la conferma della vitalità della domanda interna, sostenuta, almeno in parte, dal rifinanziamento della Nuova Sabatini e dall’introduzione del Superammortamento al 140%. Per questa ragione i costruttori chiedono che il Superammortamento divenga semi-strutturale in modo da accompagnare la ripresa che oggi non è ancora solida”.

“D’altra parte, i macchinari che produciamo attualmente sono molto diversi da quelli che uscivano dalle nostre fabbriche venti anni fa: rispondono a quegli standard di innovazione, sicurezza, risparmio energetico, automatizzazione e digitalizzazione che oggi il mercato richiede. Continuare a operare con macchinari datati significa, per i settori a valle del bene strumentale, perdere in competitività. Tutto questo non deve accadere.”

“Per questa ragione FEDERMACCHINE sottolinea ancora una volta, l’utilità, per tutto il manifatturiero, dell’introduzione di un sistema di incentivi alla sostituzione dei macchinari obsoleti, installati in Italia, cosicché i sistemi di produzione possano rispondere alle nuove esigenze di produttività”

“Sul fronte estero – ha concluso Salmoiraghi – FEDERMACCHINE apprezza l’intenso lavoro svolto dal Ministro per lo Sviluppo Economico, anche con il prezioso supporto di CONFINDUSTRIA, per l’approvazione del TTIP. Gli Stati Uniti sono il nostro secondo mercato di sbocco, i mercati di area Nafta ci hanno dato grandi soddisfazioni nell’anno appena concluso; il trattato di libero scambio darebbe sicuramente ulteriore slancio alla nostra attività”.

Cinisello Balsamo, 5 luglio 2016

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