26.07.2019

Assemblea annuale FEDERMACCHINE: 2018 positivo per l’industria italiana del bene strumentale. Stazionario il 2019

Nel 2018, il fatturato dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali si è attestato a oltre 49 miliardi di euro, segnando un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato principalmente dal buon andamento delle consegne sul mercato interno. Più moderato l’incremento dell’export. Di tenore diverso l’outlook sul 2019 che dovrebbe segnare sostanziale stazionarietà.

Questo è quanto emerge dai dati di consuntivo presentati questa mattina da Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE, in occasione dell’annuale assemblea della federazione delle imprese italiane costruttrici di beni strumentali a cui sono intervenuti: Luigia Mirella Campagna, Corporate Sales & Marketing Unicredit, e Vincenzo Boccia, presidente CONFINDUSTRIA.

In particolare, secondo i dati elaborati dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, il fatturato dell’industria italiana costruttrice di beni strumentali è cresciuto, del 6,2%, a 49,2 miliardi di euro. A differenza di quanto accaduto nel 2017, l’andamento dei diversi settori che fanno capo a FEDERMACCHINE non è stato omogeneo: ai settori che hanno visto crescere il fatturato con incrementi a doppia cifra, si sono infatti contrapposti settori che hanno segnato il passo.

Ottimo l’andamento delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno cresciute, del 9,6%, a 16,3 miliardi di euro. A trainarle è stata la domanda di beni strumentali in Italia, sostenuta e incentivata dai provvedimenti di Super e Iperammortamento operativi anche nel 2018: il consumo di beni strumentali è cresciuto, del +9,5%, a oltre 26 miliardi di valore, nuovo record assoluto. Questo incremento ha favorito, anche se in misura minore, anche l’import, cresciuto, del 9,4%, a 9,8 miliardi.

Sul fronte estero, dopo un 2017 molto positivo, nel 2018, si conferma la crescita delle esportazioni, salite del 4,6% a 32,9 miliardi di euro. Principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di comparto sono risultati: Germania (3,6 miliardi di euro), Stati Uniti (3,5 miliardi di euro), Francia (2,2 miliardi di euro), Cina (2 miliardi) e Spagna (1,5 miliardi).

Il dato di export su fatturato è risultato pari al 67%, in ulteriore calo rispetto all’anno scorso quando si attestò al 68%. Il ridimensionamento registrato a partire dal 2014 è testimonianza della ripresa di vigore della domanda italiana che, nell’ultimo quinquennio, è tornata a investire in tecnologia di produzione.

Il saldo complessivo dei settori che fanno capo a FEDERMACCHINE, è stato positivo per 23,1 miliardi di euro.

Con riferimento alle previsioni, secondo le stime elaborate dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, il 2019 sembra coincidere con la fine della progressione registrata nel quinquennio 2014-2018. Infatti, il fatturato dovrebbe segnare un timido +1,7% e l’export dovrebbe crescere del 2,7% confermando una sostanziale stazionarietà rispetto al 2018. In chiaro rallentamento, e in parte in calo, saranno i valori legati al mercato domestico: consumo +0,6% e consegne sul mercato interno -0,2%.

Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE, ha affermato: “I consuntivi elaborati dal Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE restituiscono una fotografia molto positiva del settore che, nel 2018, ha visto crescere tutti i principali indicatori economici. Purtroppo però l’outlook sul medio termine è decisamente differente. Se, infatti, ci aspettiamo un 2019 ancora favorevole, il futuro non lo vediamo altrettanto roseo anche perchè i fattori che rendono complicato il contesto economico non sono solo italiani ma, al contrario, riguardano l’intero scenario globale”.

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